Sep 22, 2026

Fiberdroid newsletter Ottobre 2026

Con l'arrivo dell'autunno cambia il ritmo delle giornate, ma nel settore delle telecomunicazioni l'innovazione continua ad accelerare, Ottobre si apre con tre segnali interessanti: la fibra ottica utilizzata per monitorare il territorio, gli smartphone che si preparano a comunicare direttamente con i satelliti e la necessità di migliaia di nuove torri per sostenere lo sviluppo del 5G.

Tecnologie diverse, ma accomunate dallo stesso principio: la connettività sta diventando un'infrastruttura sempre più strategica, non solo per navigare o comunicare, ma per sostenere imprese, servizi digitali e territori.

Cloud, intelligenza artificiale, IoT e applicazioni sempre più connesse richiedono reti più capillari, resilienti e capaci di integrare soluzioni differenti. Le notizie di questo mese ci aiutano a capire come stanno evolvendo le infrastrutture digitali e quali direzioni potrebbero diventare centrali nei prossimi anni.

1. Fibra ottica e monitoraggio del territorio: il caso di Niscemi

A Niscemi, in provincia di Caltanissetta, circa quattro chilometri di infrastruttura in fibra ottica vengono utilizzati anche per attività di monitoraggio del terreno.

L'iniziativa è stata avviata in seguito alla frana che ha interessato il territorio nel gennaio 2026. Attraverso specifici apparati, la fibra può funzionare come un sensore distribuito, rilevando vibrazioni, onde sismiche e piccole variazioni associate ai movimenti del terreno. Il progetto coinvolge Open Fiber e INGV, con il supporto della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco.

Il sistema, operativo dalla fine di febbraio, ha già generato circa 30 terabyte di dati. Queste informazioni possono essere analizzate dagli esperti per individuare variazioni e anomalie utili allo studio del fenomeno franoso. Questa tecnologia non sostituisce gli strumenti tradizionali di monitoraggio geologico, ma può affiancarli fornendo un'ulteriore fonte di dati sul comportamento del territorio.

Il caso di Niscemi mostra quindi un possibile utilizzo della fibra ottica diverso dalla sola trasmissione dei dati. Attraverso tecnologie di fiber sensing, un'infrastruttura già presente sul territorio può contribuire anche a:

  • Monitorare movimenti e vibrazioni del terreno;

  • Rilevare onde sismiche;

  • Supportare l'analisi del territorio e delle infrastrutture;

  • Integrare i sistemi tradizionali di prevenzione e monitoraggio.

La fibra ottica può quindi assumere una doppia funzione: infrastruttura di telecomunicazione e strumento distribuito di rilevazione, ampliando le possibili applicazioni delle reti già installate.

2. Satellite Direct-to-Device: lo smartphone guarda verso lo spazio

Parallelamente alle reti terrestri, sta crescendo l'attenzione verso un'altra forma di connettività: il Direct-to-Device, o D2D satellitare. L'idea è permettere a smartphone e altri dispositivi compatibili di comunicare direttamente con un sistema satellitare, riducendo la dipendenza dalla presenza di una tradizionale stazione radio base nelle vicinanze.

Il potenziale è evidente soprattutto nelle aree rurali, montane, marittime o scarsamente popolate, dove costruire una rete mobile terrestre capillare può risultare più complesso.

In Europa, però, lo sviluppo di questi servizi apre anche una questione regolatoria, il 9 settembre Connect Europe ha pubblicato la propria posizione sulla proposta della Commissione europea relativa ai Mobile Satellite Services nella banda armonizzata dei 2 GHz. L'associazione sostiene la possibilità di creare un sistema europeo più uniforme, capace di favorire anche lo sviluppo di servizi Direct-to-Device, ma chiede condizioni precise.

Tra i punti evidenziati figurano la neutralità competitiva tra operatori satellitari e terrestri, la prevenzione delle interferenze, l'interoperabilità e il principio secondo cui servizi comparabili dovrebbero essere soggetti a regole comparabili.

Questo significa che il satellite non va necessariamente interpretato come il sostituto delle reti mobili tradizionali, più realisticamente, può diventare un ulteriore livello dell'ecosistema di connettività, utile soprattutto quando la rete terrestre non è disponibile o risulta difficile da raggiungere.

La stessa Connect Europe sottolinea che il D2D da solo non è in grado di garantire in ogni situazione prestazioni equivalenti a quelle delle reti mobili terrestri ad alte prestazioni, in particolare negli ambienti indoor. La direzione sembra quindi essere quella delle reti ibride: fibra, mobile e satellite utilizzati in modo complementare per aumentare copertura, continuità e resilienza.

3. 5G e nuove torri: INWIT stima un fabbisogno fino a 12.000 siti

Se da una parte si sviluppano nuove soluzioni satellitari, dall'altra la rete mobile terrestre continua ad avere bisogno di una presenza fisica molto capillare infatti secondo le analisi presentate da INWIT, in Italia potrebbero essere necessarie tra 7.000 e 12.000 nuove torri.

La stima è stata illustrata dalla CFO Emilia Trudu durante la Euronext Sustainability Week di Milano. L'obiettivo dell'incremento sarebbe triplice: aumentare la capacità nelle aree urbane, estendere il 5G nelle zone extraurbane e migliorare la copertura lungo i principali corridoi di trasporto, stradali e ferroviari.

Il dato assume ancora più significato considerando che INWIT dispone già di una rete di circa 26.000 torri sul territorio italiano.

Perché servono altri siti?

Perché la crescita della domanda digitale non riguarda soltanto l'estensione geografica della copertura, aumenta anche la quantità di dati che ogni area della rete deve essere in grado di gestire. Smartphone, dispositivi IoT, servizi cloud, video, applicazioni aziendali e sistemi basati sull'intelligenza artificiale generano una pressione crescente sulle infrastrutture di telecomunicazione.

Nel 2025, secondo quanto riportato da INWIT nei risultati del secondo trimestre 2026, il traffico di download sulle reti considerate è aumentato del 19%, mentre quello in upload è cresciuto del 35%. La società continua quindi a indicare nella densificazione della rete uno dei requisiti per sostenere l'aumento della capacità richiesta.

Conclusioni

Queste tre notizie sembrano parlare di tecnologie differenti. In realtà descrivono lo stesso fenomeno, la rete digitale sta diventando un'infrastruttura sempre più articolata.

La fibra ottica non serve più soltanto a trasportare grandi quantità di dati: può diventare anche uno strumento di monitoraggio.

Le reti satellitari possono estendere la possibilità di comunicare oltre i confini della copertura terrestre tradizionale.

Le reti mobili hanno bisogno di maggiore densità infrastrutturale per gestire l'aumento del traffico e accompagnare l'evoluzione del 5G.

La trasformazione digitale viene spesso raccontata partendo dai software e dalle applicazioni, ma ogni servizio digitale dipende da qualcosa di molto più concreto: una rete capace di trasportare i dati con prestazioni, affidabilità e continuità adeguate alle esigenze dell'organizzazione.

Un'applicazione cloud performante non può compensare una connessione instabile, un'infrastruttura IoT non genera valore se i dispositivi non riescono a comunicare correttamente e processi aziendali sempre più dipendenti dalla rete richiedono una connettività progettata considerando non soltanto la velocità nominale, ma anche disponibilità, ridondanza, copertura e capacità.

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Ci vediamo a Novembre,

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